Ha violentato la nipote di 5 anni. Con questa accusa i carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno tratto in arresto un 57enne in esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Tribunale di Patti, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Tutto è partito dalla denuncia presentata questa estate ai militari dalla madre che ha raccolto le confidenze della figlia e riferito degli abusi commessi dal nonno della piccola, padre della donna. Violenze subite quando si trovava a casa dei nonni dove era stata condotta dai i genitori impegnati al lavoro e all'insaputa della nonna, temporaneamente fuori casa in quella occasione. L'anziano era probabilmente ubriaco. Il giorno successivo, dopo che i genitori erano andati a riprendere la figlia, questa avrebbe rivelato la brutta esperienza vissuta la sera prima. I controlli in ospedale hanno confermato i segni della violenza. I carabinieri hanno dunque tratto in arresto il 57enne, posto ai domiciliari.
fermiamo l'abuso... lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata - sosinfanzia@unavitasottile.org - aiutare i bambini ogni giorno davvero
mercoledì 21 ottobre 2015
Pedofilia: abusi su bimba di 5 anni, nonno arrestato a Messina
Tre maniaci fanno foto ai bimbi fuori dalle scuole, l'allarme su Fb
Pedofilia, foto ai bambini fuori dalle scuole di Albignasego
„Pedofilia, foto ai bambini fuori dalle scuole di Albignasego
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C'è apprensione, ad Albignasego, per i bambini che frequentano le scuole primarie Raggio di Sole e Falcone e Borsellino. All'esterno di entrambi i plessi scolastici, sarebbero stati avvistati tre uomini intenti a scattare fotografie ai piccoli.
L'ALLARME SU FB. L'allarme è rimbalzato anche sulla pagina Facebook locale "Sei di Albignasego se". Martedì mattina, i nonni di un bambino della scuola di Sant'Agostino hanno sporto denuncia ai carabinieri, ma, intanto, l'invito è a tenere gli occhi aperti. Chi ha notato le tre persone sospette sostiene di averle viste allontanarsi a bordo di un'auto rossa. L'appello è a prestare la "massima attenzione", ed, eventualmente, ad annotarsi la targa. Il post ha naturalmente attirato una serie di commenti, e i genitori sono comprensibilmente spaventati e inquietati. Nella conversazione è intervenuto anche l'ex assessore Federico Alati: "Proprio davanti alla scuola ci sono le telecamere - risponde a chi si pone la questione - ma scommettiamo che non hanno ripreso nulla?".
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martedì 29 settembre 2015
Pedopornografia: annullati domiciliari a vibonese arrestato
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la pronuncia con cui il tribunale del riesame di Catanzaro aveva confermato la custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di Antonio Columbro, 75enne vibonese, arrestato a gennaio per produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Il giudice supremo ha accolto il ricorso presentato dal difensore dell'uomo, l'avvocato Eugenio Perrone, che ha impugnato la decisione del riesame, e dunque il tribunale catanzarese dovrà nuovamente pronunciarsi sulla vicenda. Columbro, che ha numerosi precedenti specifici per reati analoghi, è stato arrestato l'ultima volta lo scorso 3 gennaio dai carabinieri di San Ferdinando perché, secondo le ipotesi d'accusa a suo carico, avvicinava bambini, magari offrendo loro dei dolci, e li fotografava con il cellulare.
I militari che lo sorvegliavano hanno seguito l'uomo passo passo fino a casa dove gli hanno trovato un migliaio di fotografie dal contenuto pedopornografico, arrestandolo per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. A carico dell'uomo erano stati poi disposti gli arresti domiciliari con un provvedimento che la difesa aveva impugnato davanti al tribunale del riesame di Catanzaro - che in materia di pedopornografia ha competenza distrettuale -, dove i giudici avevano però confermato l'ordine di custodia. La Cassazione ha annullato quella decisione ed ora si attende la nuova pronuncia dei giudici del capoluogo calabrese.
Pedopornografia: sequestrate le immagini di decine di ragazzine sul web
Gli agenti della Polizia di Matera sono impegnati in una operazione antipedopornografia finalizzata al sequestro di materiale informatico contenente immagini di decine e decine di ragazzine, acquisite illegalmente da un trentenne del luogo, che risulta incensurato. L'indagine è partita dalla denuncia di due minorenni contattate sui propri profili Facebook da una sedicente segretaria di redazione del famoso marchio Yamamay (totalmente estraneo alla vicenda), che millantando provini in corso per selezionare nuove modelle per la pubblicizzazione del marchio, richiedeva foto in costume
Pedopornografia, tre anni ma fa appello. Un 48enne è stato condannato per detenzione di materiale e giovedì sarà a Venezia
Centotrenta foto nel computer. Minorenni in pose o atteggiamenti inequivocabili. Non soltanto europei, ma anche asiatici, da quanto si è capito, durante le indagini e il successivo processo. Un agordino di 48 anni è stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione per la detenzione di materiale pedopornografico dal giudice Antonella Coniglio. Senza la sospensione condizionale. Giovedì mattina ci sarà l’appello per L.G., di fronte alla Corte di Venezia, con il suo difensore di fiducia Mariangela Sommacal.
Dovesse essere confermata la condanna, l’uomo la sconterebbe in carcere, nel frattempo ha inevitabilmente perso il lavoro, non appena il suo principale ha saputo del suo coinvolgimento nella vicenda. Naturale che speri in una riduzione sostanziosa della pena, anche se non sarà per niente facile. L'agordino, che abita in un paesino della vallata non meglio identificato, finì nell'inchiesta della procura della Repubblica di Firenze insieme ad altri 67 indagati. A metterlo nei guai sarebbero stati i contatti frequenti avuti con altre persone finite nell'inchiesta sulla pedopornografia, battezzata “Thyphoon” e condotta dalla polizia postale, che stava monitorando il fenomeno.
Impressionanti i numeri collezionati dagli investigatori: tre gli arrestati e 65 gli indagati, un po’ in ogni angolo d’Italia. E ancora, all'epoca dell’operazione, furono sequestrati 36 personal computer, 56 notebook portatili, 114 hard disk, nonché oltre 7000 cd e dvd, contenenti immagini ritenute di interesse investigativo. Tra gli arrestati un maestro elementare in pensione di 70 anni, un cuoco di 35 ed un impiegato di un ente pubblico di 55.
Nel novembre di sei anni fa, la polizia postale fiorentina andò anche a casa di questo agordino, che all’epoca dei fatti avveva 42 anni, tramite i colleghi bellunesi e scoprì il materiale all’interno del suo computer personale, provvedendo al sequestro. La spiegazione sarebbe stata che quelle erano immagini abbastanza facili da reperire, senza nemmeno ricorrere a particolari indirizzi in internet, conosciuti solo da coloro che sono abituati a frequentare un certo tipo di mondo illegale. C’è stato un processo, nel tribunale di Belluno, che ha subito anche alcuni rinvii per l’assenza temporanea dei testimoni e, alla fine del quale, l’imputato è stato condannato a tre anni di reclusione senza la sospensione condizionale della pena.
Dopo la sentenza, L.G. è sempre rimasto a casa e ha chiesto al suo legale di presentare l’appello,
Foto di ragazzine grazie a falsi provini, blitz anti-pedopornografia a Matera
Blitz della polizia di Matera contro la pedopornografia. Gli agenti sono impegnati in un'operazione finalizzata al sequestro di materiale informatico, contenente immagini di decine e decine di ragazzine acquisite illegalmente da un trentenne del luogo, incensurato. L'indagine è scattata dopo la denuncia di due minorenni, contattate sui propri profili Facebook da una sedicente segretaria di redazione del famoso marchio Yamamay che, millantando provini in corso per selezionare nuove modelle per la pubblicizzazione del marchio, richiedeva foto in costume, cui seguiva invito per effettuare i provini stessi.
La polizia postale di Matera ha accertato che l'inganno risultava convincente, in virtù dell'utilizzazione fraudolenta di un link che realmente accedeva al sito Yamamay, totalmente estraneo alla vicenda. Quando le ragazze si sono presentate al negozio della città di Matera, parlando con l'ignaro proprietario hanno avuto l'amara sorpresa: nessun concorso, nessun provino, foto inviate evidentemente a uno sconosciuto millantatore.
Successivamente alla denuncia anche del proprietario del negozio, le indagini hanno consentito di risalire a un 30enne che, con questo stratagemma, si è impossessato di decine e decine di foto di minorenni. La Procura presso il Tribunale di Potenza, competente per la materia dei reati online, procede per i reati di: sostituzione di persona, possesso di materiale pedopornografico, truffa.
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