mercoledì 12 dicembre 2012

Pedofilia on line, negli ultimi cinque anni 150 persone sono state sottoposte a perquisizione personale


“C’è un sentito bisogno di rafforzare le garanzie verso bambini e adolescenti. Occorre muoversi attraverso un sistema di supporto all’infanzia esposta a rischi diffusi e pericolosi, e penso alla pedopornografia on-line, di cui è facile cadere vittime”. Così il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Grazia Sestini, a margine della lezione che ha tenuto nei locali della Questura di Grosseto e organizzata nell’ambito della task force interistituzionale, nata nel 2010 dalla collaborazione con la Asl 9, per la presa in carico di casi di violenza sul territorio. 

“Siamo dalla parte dell’infanzia a rischio”, ha dichiarato Sestini ricordando la recente firma (10 dicembre 2012 ndr) del protocollo d’intesa tra Viminale, Dipartimento di Pubblica Sicurezza e Authority nazionale di garanzia per i minori. Un protocollo che il capo della polizia Antonio Manganelli e il garante italiano per l'infanzia Vincenzo Spadafora, alla presenza del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, hanno siglato per “rafforzare tutte le attività di contrasto ad ogni forma di abuso, sfruttamento e violenza nei confronti dell’infanzia, dell’adolescenza e delle categorie deboli”. 

“Questo primo passo per la stabilizzazione di una collaborazione avrà i suoi effetti anche a livello locale”, ha spiegato Sestini. “L’articolo 3 del protocollo prevede infatti l’estensione del dialogo anche tra le articolazioni territoriali del ministero e i garanti regionali, ove istituiti”.

“La rete con tutte le realtà di settore che si va costruendo, è il percorso ideale per una conoscenza sempre più approfondita. Unico metodo per contrastare e sconfiggere fenomeni che coinvolgono persone di minore età”. 
La lezione tenuta da Sestini ha analizzato il dilagante “comportamento di adulti pedofili che utilizzano internet per incontrare altri pedofili, alimentare le loro fantasie sessuali deviate, rintracciare e scambiare materiale fotografico o video pedopornografici per ottenere contatti o incontri con minori che frequentano chat, forum e blog”. E che la pedofilia on-line sia un fenomeno in forte crescita è dimostrato dai dati di Telefono Arcobaleno, organizzazione indipendente internazionale con il numero verde dedicato alle segnalazioni 800 025 777. “Solo nel 2011 – ha informato il garante della Toscana – sono stati 71.806 i siti segnalati, in 37 paesi, come contenitori di materiale pedopornografico. Circa 10.000 in più rispetto al 2010. Ma l’attività di monitoraggio evidenzia una sempre più diffusa presenza della pedofilia nel social network, circa il 20 per cento in più rispetto al 2010”. Altro dato “allarmante” su cui si è soffermata Sestini, quello della fascia di età coinvolta: “Il 40 per cento ha meno di 5 anni”. In termini geografici, la maggior parte si conferma di matrice europea (73 per cento) e nord americana (23) con i Paesi Bassi che continuano a ricoprire i primi posti della classifica seguiti da Stati Uniti, Germania, Federazione Russa. I pedofili sulla rete, invece, sono prevalentemente di nazionalità americana, tedesca, inglese, francese, russa e italiana.

“I dati di Telefono Arcobaleno – ha chiarito Sestini – sono nazionali e indicano come il nostro Paese ospiti una quantità minima di siti pedofili. È però grande esportatore di materiale illecito sul web”. Rilevazioni periodiche collocano l’Italia al sesto posto della classifica dei paesi da cui parte la richiesta di video o foto, circa il 4,79 per cento dei pedofili fruitori di articoli pedopornografici. 

Se a livello nazionale si combatte il fenomeno attraverso organismi nazionali e internazionali per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile sulla rete internet e non solo, a Firenze è attivo il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni con “compiti generali di indagine e repressione”. “Quello di Firenze – ha continuato Sestini – rientra tra i 20 compartimenti localizzati in tutti i capoluoghi che a loro volta coordinano le rispettive sezioni all’interno del proprio territorio di competenza. In Toscana ci sono 76 sezioni ed hanno competenza provinciale”. Secondo quanto ha reso noto dalla Questura di Firenze, negli ultimi cinque anni, circa 150 persone sono state sottoposte a perquisizione personale per la ricerca di materiale illecito. “Il dato regionale deve essere ampliato – ha concluso Sestini – non solo in proporzione all’ambito nazionale ma anche con riferimento al numero degli effettivi utilizzatori. Tuttavia è quanto mai evidente che l’osceno fenomeno della pedofilia in rete è un mercato tutt’altro che in crisi”. 

martedì 11 dicembre 2012

un nuovo dramma si abbatte sulla classe di Melissa Bassi, muore Chiara Scarciglia 16anni compagna di classe di Melissa

Ancora una dramma si abbatte sulla classe di Melissa Bassi.
La sua compagna 16enne Chiara Scarciglia non ce l'ha fatta. E' morta anche lei, vittima del terribile scontro frontale di ieri pomeriggio sulla Erchie - Avetrana in cui, sul colpo, era morta un'altra 16enne, Ilaria Cosma di Avetrana. Altri quattro ragazzi sono feriti ma non in pericolo di vita.
Le condizioni di Chiara erano apparse subito gravissime. Ricoverata in coma presso l'ospedale “Perrino“ è stata sottoposta a tutte le cure possibili, ma il suo cuore ha cessato di battere poche ore dopo.
Chiara ieri alle 19.40 viaggiava col suo fidanzato a bordo di un'Alfa 159 quando, per ragioni che dovranno essere accertate, s'è scontrata frontalmente con una Bmw 318 a bordo della quale viaggiavano cinque giovani di Avetrana tra cui, seduta dietro, Ilaria Cosma che è morta sul colpo.
Un dramma immenso che colpisce, ancora una volta, la comunità dell'istituto “Morvillo Falcone".
Chiara frequentava la stessa classe di Melissa Bassi e anche lei, quel 19 maggio, rischiò di perdere la vita nell'esplosione che uccise Melissa.
Con le compagne, nei mesi successivi, aveva preso parte a iniziative per ricordare Melissa e s'era battuta, con tutti gli altri, affinché le nuove generazioni avessero un futuro migliore.
Scene di disperazione tra gli amici che ancora una volta si ritrovano ad abbracciarsi e piangere una scomparsa prematura in una circostanza tragica.
Appena 24 ore fa la comunicazione della morte della 17enne Valentina Zaccaria, coinvolta nell'incidente sulla Ceglie-Francavilla dello scorso 28 novembre in cui persero la vita una sua coetanea, la madre madre Maria Giovanna Di Giuseppe,36 anni, la sua compagna di classe 17enne Marisabel Di Castri, sua madre Anita Capobianco, 43 anni e il cegliese Giancarlo Rogoli 59 anni.

SHOCK, Un terribile caso di pedofilia che ha sconvolto il mondo: Pedofilo bacia la sua vittima di 15 mesi prima che muoia per le violenze subite


Tre anni fa, l’uomo che vedete in questa foto, Barry McCarney, originario dell’Irlanda del Nord, era arrivato correndo in ospedale portando in braccio una bambina di soli 15 mesi, che stava lottando con la morte a causa di terribili ferite riportate sul suo corpo.
A distanza di tre anni, il giudice ha stabilito che quest’uomo è un pedofilo. La bambina, infatti, è morta per le terribili violenze sessuali, che l’orco in foto l’ha costretta a subire per diverse ore, provocandole, 21 costole rotte, ferite alla testa e diversi lividi sul corpo.
Le violenze sessuali subite dalla bimba indifesa, sono state a dir poco “inumane” e per questo indescrivibili.
Durante l’inutile corsa in ospedale, l’uomo, prima di consegnare la bimba nelle mani dei medici, fece un gesto che col passare del tempo ha sancito la sua colpevolezza: le diede un bacio, l’ultimo bacio del pedofilo malato alla sua vittima.
A rendere la storia ancora più terribile e macabra, è il fatto che la mamma naturale della bimba era consapevole di queste terribili violenze che subiva sua figlia, ma nel corso di quegli anni non ha mai parlato, anzi, il giudice ha stabilito che la madre della piccola Millie, era complice dell’orco-assassino.
Una terribile storia di pedofilia che ha sconvolto il Regno Unito, ma in generale tutto il mondo, che si è conclusa nei giorni scorsi con la giusta pena (almeno dal punto di vista penale): il pedofilo-orco, è stato rinchiuso in carcere dove dovrà scontare tutto il resto della sua vita, condannato all’ergastolo.
Per qualcuno, però, la pena dell’ergastolo non basta: sono molti, quelli che sul web, vorrebbero veder soffrire lentamente questa bestia, che con la sua furia cieca ha strappato alla vita una creatura indifesa.

ogni giorno proposte hard via web per 4 milioni di bambini e adolescenti

''Tra i 4 e 5 milioni di bambini e adolescenti compresi nella fascia di eta' fra gli 8 ed i 15 anni ogni giorno vanno su Internet. Un decimo di essi riceve proposte ed offerte di tipo sessuale da parte di adulti: e' un dato sconvolgente rispetto al quale c'e' bisogno di una cooperazione internazionale seria che copra tutto il territorio virtuale''. Ad affermarlo e'Mario Campanella, Presidente di Peter Pan Onlus, l'associazione che si occupa di lotta alla pedofilia .

''I dati sono ricavati dal rapporto della polizia postale internazionale sull'accesso informatico - prosegue - e riguardano le interconnessioni sui social network, che rappresentano il principale mezzo di trasmissione intercontinentale tra pedofili e vittime.

Bisogna depurare da questi numeri un 20% indicativo che riguarda giovanissimi adulti, tra i 18 ed i 20 anni , in rapporto virtuale con quindicenni, poiche' nella fattispecie non si puo' parlare di pedofilia, pur essendo tecnicamente valida la sussistenza di un reato .

Campanella sottolinea come ''la percentuale complessiva, seguendo le indicazioni del metodo Cape, il piu' utilizzato per le indagini scientifiche e le statistiche , sia al massimo ribasso; non si puo' stabilire con certezza il dato reale, che potrebbe essere anche del doppio se si considerano gli scarsissimi o inesistenti filtri di facebook , twitter, messanger, skype''.

Le proposte: '' sarebbe importante se partisse dal nostro Paese la richiesta ai social network di vietare l'account ai minori di 14 anni: estendere il divieto ai minorenni sarebbe impossibile, ma le condizioni attuali d'accesso che sulla carta prevedono che si debba essere maggiorenni sono ridicole, giacche' basta alterare la data di nascita per essere registrati''.

Il presidente di Peter Pan Onlus propone che '' l'accesso avvenga mediante registrazione con documento di identita' , l'unico modo possibile per tracciare chi partecipa a questo mondo virtuale, per impedire sostanzialmente ai bambini di entrare in un meccanismo senza difese e per risalire ai presunti pedofili''. Campanella invita poi '' i Sindaci di Milano, Pisapia, Roma, Alemanno, Firenze, Renzi, Napoli, De Magistris ad aderire all'iniziativa che abbiamo proposto insieme all'Anci, proponendo ai loro amministrati di spegnere le luci per un minuto la sera della vigilia di Natale in onore delle vittime della pedofilia''.

venerdì 7 dicembre 2012

Intercettano 12enne e lo salvano da un pedofilo


Internet
Internet
Rimini - STAVANO cercando un latitante, invece, grazie alle intercettazioni, hanno scovato un pedofilo. Fermandolo prima che andasse all’appuntamento con la sua vittima riminese, un 12enne che aveva contattato su internet. Gli inquirenti hanno preferito scoprirsi, non volendo correre il rischio che il ragazzino cadesse nella rete del ‘predatore’.
L’OBIETTIVO dei carabinieri era un latitante. Un uomo che cercano da tempo e uno dei tentativi per trovarlo era quello di mettere sotto intercettazione tutta la sua famiglia. Incluso il figlio di 12 anni, nella speranza che lo contattasse e loro riuscissero a saperne di più sul luogo in cui si trova nascosto. Ed è stato proprio leggendo gli sms del ragazzino che i militari hanno scoperto che questo stava cadendo nella trappola di un pedofiloDai messaggi hanno capito che erano amici su Facebook, ma che quell’amicizia per lo sconosciuto aveva ben altro significato. Via via, gli investigatori si sono resi conto che le cose si facevano sempre più spinte, che gli scambi stavano diventando sempre più pericolosi e sempre più a sfondo erotico. «Ci vediamo su internet — gli scriveva — tu ti spogli e fai...». Fino a quando non hanno letto l’ultimo messaggio che la ‘persona’ aveva inviato al 12enne e che li ha convinti a intervenire.
AL MANIACO le immagini sulla webcam non bastavano più e aveva deciso di passare infatti alla mossa successiva, fare in modo di incontrare il ragazzino che era diventato la sua preda. Troppo giovane per rendersi conto a che cosa stava andando incotro, questo rispondeva per niente insospettito, magari gratificato dalle ‘attenzioni’ di un amico più grande. Poi l’ultimo sms «allora vengo da te e mi fai quelle cose che fai di fronte alla telecamera». A quel punto, i carabinieri si sono trovati di fronte a una scelta: svelare alla famiglia che la stavano intercettando o correre il rischio che il 12enne incontrasse il pedofilo. Un appuntamento che potevano anche non riuscire a fermare in tempo. Così, d’accordo con il magistrato, sono andati a casa della giovane vittima e hanno rivelato alla madre quello che stava succedendo, sequestrando anche il computer del 12enne per passare al setaccio tutti i contatti. Non è stato difficile per gli investigatori riuscire a identificare chi stava dall’altra parte della telecamera virtuale. La persona in questione non aveva nemmeno pensato a nascondersi dietro una ‘maschera’, come spesso fanno i predatori di bambini. Lì sopra c’era il suo nome e cognome, quello di un 22enne toscano. Si stava preparando ad andare all’appuntamento, quando i carabinieri della sua città sono andati a bussargli a casa. Adesso dovrà rispondere di violenza sessuale per induzione.

abusi su bambina per due anni, arrestato insegnante



E' successo a Lanciano. L'insegnante di inglese avrebbe molestato la bambina, oggi di dieci anni, per un lungo periodo. Indagine partita da una denuncia anonima.
Un bruttissimo episodio di pedofilia a Lanciano. Negli ultimi due anni avrebbe manifestato attenzioni particolari su una bambina, oggi di dieci anni, alla quale insegnava inglese. Con questa accusa è stato arrestato un quarantenne, Charles Turton, da anni residente in città, insegnante in una scuola di lingue privata.
Il provvedimento, del Gip di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta del pm Rosaria Vecchi, è stato eseguito dalla Polizia. Le indagini erano partite da una denuncia anonima.