fermiamo l'abuso... lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata - sosinfanzia@unavitasottile.org - aiutare i bambini ogni giorno davvero
giovedì 24 giugno 2010
In piazza contro la Pedofilia
Sabato 26 giugno ore 11 si terrà in piazza Navona, la manifestazione contro l''International Boy Love Day', ossia la giornata dell'orgoglio pedofilo, indetta ogni anno il primo sabato dopo il solstizio d'estate dai siti web pedofili.
"I nostri palloncini bianchi liberati nel cielo, come lo scorso anno, saranno la risposta all'annunciata esposizione in luoghi pubblici di candele azzurre accese, unite a biglietti, sui quali i pedofiliautogiustificano il loro preteso diritto di amare liberamente i bambini. Chiederemo con 'uno striscione umano' che anche in Italia venga sperimentata la castrazione chimica - ha così dichiarato il coordinamento romano del 'Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè (PdL e Roma Europa sociale).
Alla manifestazione interverranno il consigliere regionale Pino Palmieri, il consigliere comunale Fabrizio Santori, presidente della commissione 'Sicurezza', il coordinatore regionale MPI Fabio Sabbatani Schiuma, i consiglieri municipali Augusto Santori (XV), Marco Giudici (XVI) e MonicaPicca (XIII), presidente della commissione 'Pari Opportunità'. All'iniziativa ha dato l'adesione l'associazione 'Centro di aiuto alla vita' di Roma, il cui presidente, Giorgio Gilebrtini interverrà allamanifestazione.
Fatti di bullismo a Monselice... Fermate i Bulli... chiedeteci aiuto
Tocca le compagne fra i banchi: bocciato
Un giovane vicentino che studia a Monselice è stato sospeso assieme ad altri tre ragazzi. Alcune vittime, stanche dei palpeggiamenti che avvenivano a scuola, hanno parlato dopo mesi. È stata avviata un'indagine
Basso Vicentino. Durante l'anno scolastico uno studente vicentino avrebbe palpeggiato, molestandole sessualmente, alcune compagne di classe. Con lui, ad allungare le mani erano in altri tre. La presidenza della scuola, quando lo è venuto a sapere, li ha sospesi tutti e quattro per una quindicina di giorni, e quindi dopo gli scrutini li ha bocciati tutti. È accaduto in un istituto superiore di Monselice, nel Padovano, dove il giovane di 16 anni, che abita in un Comune del Basso Vicentino con la sua famiglia, studia.
LE MOLESTIE. In base a quanto è stato finora ricostruito, i quattro studenti avrebbero avuto il vizietto di fare la mano morta. Numerose le vittime (almeno una mezza dozzina), soprattutto della loro classe ma non solo. I quattro, da novembre a marzo, in più occasioni, dentro e fuori la scuola, avrebbero toccato le coetanee nonostante queste ultime non gradissero affatto il comportamento. Perché, se in alcuni casi il buffetto poteva sembrare un gesto di goliardia, o anche di affetto, in molti altri per le studentesse erano diventate delle pure molestie, compiute spesso in classe, in momenti in cui gli insegnanti non potevano vedere.
LE DENUNCE. Dopo mesi di fastidiosi toccamenti, una delle ragazze è sbottata e durante un'assemblea di classe ne ha parlato esplicitamente con un'insegnante. Alla prima si sono accodate anche le compagne, che hanno informato i genitori di quanto stava accadendo. Appena i professori hanno avuto notizia di quanto succedeva in classe, soprattutto durante i cambi dell'ora e l'intervello, hanno informato immediatamente il preside dell'istituto. Che, come prevede la norma, ha immediatamente avvisato i carabinieri e la procura per i minorenni di Venezia. I fatti sono penalmente rilevanti ed è stata avviata un'inchiesta per fare piena luce. L'ipotesi di reato è la violenza sessuale, pur nell'ipotesi lieve.
LA TESTIMONIANZA. A suffragare i racconti delle ragazze, anche quello di un loro compagno di classe. Il giovane ha spiegato di essere stato costretto, o caldamente invitato, dagli altri 4 ad allungare le mani sul seno di una compagna in cambio di un euro. Una sorta di prova di forza, alla quale ha aderito per non essere preso in giro. La circostanza è stata confermata dalla giovane molestata.
I PROVVEDIMENTI. La scuola, preside in testa, ha deciso di usare il pugno di ferro per i molestatori. I quattro sono stati sospesi per parecchi giorni, e alla fine dell'anno scolastico sono stati bocciati. Non è che i quattro fossero particolarmente bravi, ma è certo che la vicenda delle molestie ha influito, in particolare sulla condotta dei quattro, che ora dovranno valutare se ripetere l'anno in quell'istituto o cambiare scuola.
LE REAZIONI. La famiglia del giovane vicentino non l'ha presa bene, anzi. I genitori si sono scusati per il comportamento del figlio, ma hanno ritenuto eccessivi i provvedimenti, in particolare la bocciatura. I famigliari degli altri tre hanno in parte scusato il comportamento dei ragazzi, attribuendo una responsabilità anche alle compagne, ree di andare a scuola vestite in maniera troppo provocante. L'indagine penale è stata avviata.
Bocciati per molestie alle compagne
Il provvedimento è scattato immediatamente. I docenti hanno votato all'unanimità la bocciatura nei confronti dei bulli. Venuti a conoscenza della notizia, i genitori si sono ribellati con i professori difendendo a spada tratta i propri figli e dicendo che "il comportamento non conta, i ragazzi hanno sempre fatto i compiti" e anche " i nostri figli hanno fatto bene, le ragazze si vestivano in modo sconcio e provocante".
Solo una delle famiglie dei quattro ragazzi arrestati si è messo in contatto con le ragazze e ha chiesto scusa a nome del figlio. Come dice il proverbio...quando il pesce puzza, puzza dalla testa.
Monselice (Padova), palpeggiano le compagne e vengono bocciati. Ma i genitori li difendono: “Vestiti provocanti”
Hanno molestato per mesi delle loro compagne di classe, palpeggiandole. Ma il gruppo di studenti-bulli è stato fermato da una delle vittime che, stanca degli abusi dei compagni, ha deciso di denunciare tutto in consiglio di classe. La vicenda è avvenuta in una scuola superiore di Monselice, in provincia di Padova. I ragazzi, tutti minorenni, sono stati prima sospesi e poi bocciati, e il loro caso è stato segnalato sia ai carabinieri che alla procura minorile.
Le vittime degli abusi sono almeno sei. Secondo i loro racconti i molestatori, quattro loro compagni di classe, avevano iniziato a rivolgere strane attenzioni dal novembre scorso. Uno degli studenti sarebbe stato invogliato dai compagni ad allungare le mani in cambio di un euro. Ma i professori giurano di non essersi mai accorti di nulla.
La vicenda ha suscitato forti polemiche, non solo per il disagio delle giovani ragazze, ma soprattutto per la reazione dei genitori dei bulli. Solo la famiglia di uno degli accusati ha ripreso il figlio e ha chiesto scusa alle vittime, le altre tre, al contrario, hanno difeso a spada tratta l’operato dei pargoli arrivando addirittura a rinfacciare alle ragazze un abbigliamento troppo provocante. Accusa che, tra le altre cose, è stata smentita dai professori.
I quattro bulli non sono comunque riusciti a schivare la dura sanzione disciplinare decisa dalla scuola: prima un lungo periodo di sospensione, nel maggio scorso e, in fase di scrutinio, la bocciatura.