martedì 8 gennaio 2013

Carolina suicida a 14 anni: vittima di bullismo gli amici le dedicano un video


Un gesto all'apparenza immotivato quello che ha spinto Carolina Picchio, una ragazzina di soli 14 anni, a togliersi la vita lanciandosi dal balcone dell'appartamento del padre, a Novara. Il fatto è accaduto nella notte tra venerdì e sabato, quando la studentessa dell'Itc Pascaldi Rometino ha scelto il terzo piano dell'abitazione paterna per farla finita. La procura della Repubblica ha già aperto un'inchiesta, ma come scrive LEGGO, l'accusa più pesante viene dagli utenti dei social network, primo tra tutti twitter. Nel giorno dell'Epifania, la cittadina piemontese ha lanciato l'hashtag e molti amici e conoscenti parlano di bullismo: Carolina si sarebbe tolta la vita perché ripetutamente insultata a scuola da coetanei e compagni di scuola. La ricordano com'era, Carolina. Una ragazza giovane ma bellissima, sorridente e sportiva. Gli amici vogliono fare luce sulla vicenda e si scagliano contro gli organi di informazione che non le hanno dato il giusto risalto, "pensano solo ai tweet di Monti o al pancione di Belen", dice qualcuno. "Facciamo salire il trend", scrive un altro. Un video di tre minuti, postato su YouTube, con le sue foto più belle e le note di Iris dei Goo Goo Dolls come colonna sonora. È l'omaggio degli amici a Carolina, la ragazza di 14 anni suicida nella notte tra sabato e domenica a Novara.


Pedofilia, 72enne attirava le vittime col travestimento da Babbo Natale

Si travestiva da Babbo Natale, Befana o clown per adescare e attirare l'attenzione di due minorenni di cui abusava. L'uomo, 72 anni, è stato arrestato dagli uomini della squadra mobile di Varese, che hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal tribunale di Busto Arsizio. L'uomo, incensurato, residente nell'area di Busto Arsizio, è accusato dei reati di violenza sessuale ai danni di due ragazzine di 12 e 14 anni, "appartenenti alla sua cerchia familiare, ma non legate tra di loro da vincoli di parentela".

Le indagini sono state condotte con la collaborazione dei genitori di una delle minorenni, i quali, non appena avuto il sospetto degli abusi, non hanno esitato a sporgere denuncia e a impedire alla figlia di frequentare la casa in cui si sono verificati i fatti. Le difficoltà maggiori - spiega la polizia di Varese -  sono emerse nel momento in cui, per trovare riscontri a quanto denunciato e per contestualizzare con precisione i fatti, si è dovuto analizzare e sondare il contesto familiare, particolarmente numeroso.

Il 72enne, parente acquisito delle bambine, approfittava della frequentazione della propria abitazione da parte delle due, soprattutto durante i periodi di festa. La denuncia dei genitori, per fatti risalenti all'estate del 2011 ai danni di una delle due minori, ha permesso di risalire a episodi analoghi commessi in precedenza, ma ai danni della seconda minorenne, risalenti al 2003 e mai confessati prima. Le due ragazze, facendosi forza reciprocamente e con il sostegno dei familiari, hanno trovato
il coraggio di rivelare l'accaduto.

Pedofilia, 245 arresti in sei paesi


WASHINGTON - Duecentoquarantacinque arresti in sei paesi, in larga parte in America, con l'accusa di aver prodotto e commerciato online materiale pedopornografico con almeno 123 vittime, con minori anche piccoli appena di due anni. Sono questi i numeri dell'Operazione Girasole, cosi' e' stata denominata l'indagine portata avanti dagli agenti federali dell'Immigration e Customs Enforcement.
Al momento, gli inquirenti non hanno voluto comunicare i Paesi coinvolti, ma alcuni arresti sono stati eseguiti in Messico. La stragrande maggioranza di questi 123 bimbi sono americani, una dozzina appena vivevano all'estero. 44 di loro sono stati liberati direttamente dalle grinfie dei loro sfruttatori. La grandissima diffusione di internet ha purtroppo reso molto piu' facile questo crimine cosi' drammatico. In alcuni dei casi fermati da questa indagine, l'abuso di minori veniva trasmesso in diretta in streaming sul web.

sabato 5 gennaio 2013

Pronto il report annuale 2012 di Una Vita Sottile

A tempo di record siamo riusciti dopo un lavoro di 3 giorni e 3 notti a preparare il primo report rispecchiante l'attività svolta da Una Vita Sottile - dalla parte dei bambini nell'anno 2012. I dati emersi rispecchiano a chiari numeri come sia aumentato in modo vertiginoso il commercio on-line di materiale pedo-pornografico, un'attività, quella della pedo-pornografia, che non conosce crisi. I dati testimoniano inoltre come sia il sesso femminile maggiormente esposto al pericolo di abuso. Per richiedere il Report 2012 di "Una Vita Sottile - dalla parte dei bambini" in formato pdf è possibile inviare una mail a: segreteria@unavitasottile.org

Prossimamente sarà pronta una versione del Report aggiornata regione per regione. Per prenotarla inoltrare la richiesta inviando una mail a: segreteria@unavitasottile.org

L’ascolto dell’abuso

Il tema dell’abuso sessuale sui minori è un tema molto delicato e richiede continui aggiornamenti sia sul piano giuridico che su quello psicologico, perché i bambini, presunte vittime di abuso sessuale, rischiano di vedere compromesso il proprio sviluppo psicofisico sia nei casi in cui l’abuso si sia verificato e il minore non viene creduto, sia nei casi in cui il bambino viene indotto a testimoniare un abuso mai subito.
L’ascolto dell’abuso richiede la capacità di identificarsi con la sofferenza vissuta dal bambino e la capacità di dare un nome ai sentimenti vissuti dalla vittima.
L’abuso nell’ascolto, invece, consiste nell’amplificare o minimizzare la realtà attraverso atteggiamenti suggestivi sia in senso negativo, che mirano a scoraggiare la comunicazione di un abuso, sia in senso positivo, che mirano a indurre la comunicazione di un abuso che potrebbe non essere accaduto.
A tal proposito si pongono due grandi problemi: quello dell’ascolto del minore all’interno di un procedimento giudiziario nei casi di abuso sessuale, in cui la testimonianza del minore è fondamentale, in quanto spesso lui non è solo la vittima ma anche l’unico testimone della violenza sessuale subita e quello dei falsi abusi.
Recenti studi hanno dimostrato che i bambini si lasciano influenzare facilmente dagli adulti al punto tale da raccontare eventi mai verificatisi, se sottoposti a domande suggestive.
Le domande suggestive sono quelle domande che affermano più di quanto chiedono: nella loro formulazione danno per scontati fatti, eventi, sentimenti, intenzioni o credenze (Gulotta, 1990).
Esempi di domande suggestive sono: “Cosa è successo tra te e papà?”, che presuppone che sia successo qualcosa di particolare oppure “Papà ti ha toccato?”. In questo caso la bambina sa che l’intervistatore si aspetta che dica che è stata toccata.
I bambini, infatti, tendono ad accondiscendere all’adulto, soprattutto se si tratta di una figura autoritaria o autorevole.
L’attendibilità della testimonianza dei minori può essere alterata, oltre che dalle domande suggestive, anche dalle domande ripetute: ripetere la stessa domanda due o più volte può indurre il bambino a credere che la prima risposta da lui fornita non sia corretta e quindi può modificare la versione dei fatti.
Il bambino può, in modo inconsapevole, modificare la sua personale percezione dell’evento vissuto, sulla base delle informazioni che provengono dagli adulti.
Queste informazioni vengono incorporate nella memoria del bambino e vengono percepite come ricordi reali.
Tutto questo rischia di portare alla denuncia di abusi mai verificatisi o alla negazione di abusi realmente accaduti.
Sia in un caso che nell’altro il bambino subirà un ulteriore violenza, perché se è vero che per un bambino è drammatico crescere con la consapevolezza di essere stato vittima di un abuso sessuale e di non essere creduto, lo è altrettanto crescere con la falsa convinzione di esserlo stato.
L’ascolto del minore dovrebbe avvenire da parte di un intervistatore empatico, che stimoli nel bambino il racconto libero dei fatti, aiutandolo attraverso l’utilizzo di domande aperte.


http://www.corrieredelgiorno.com/2013/01/05/l’ascolto-dell’abuso-98719/

Pedofilia, il punto di vista dello psicologo

Pedofilia, il punto di vista dello psicologo
Pedofilia, il punto di vista dello psicologo
Pedofilia, il punto di vista dello psicologo
Pedofilia, il punto di vista dello psicologo

La triste tematica dell'abuso sessuale sui minori, purtroppo, ancora oggi è uno dei più grossi tabù esistenti della nostra società. I bambini abusati sessualmente sono, nel nostro paese, molti di più di quelli segnalati dalle statistiche giudiziarie.
La pedofilia è un disturbo psichiatrico (incluso nella categoria dei disturbi sessuali chiamati ?Parafilie?) che si presenta nell?adulto o nel giovane adolescente ed è caratterizzato da fantasie, impulsi sessuali e comportamenti ricorrenti che hanno come oggetto bambini prepuberi (sotto i 13 anni). Questi impulsi perdurano per un periodo di almeno sei mesi e provocano eccitazione e soddisfazione sessuale.
Sottolineo subito che il comportamento del pedofilo incide gravemente sulla salute psicologica del bambino vittima, compromettendone i normali processi di sviluppo della personalità, della serena maturazione della sessualità e sconvolgendo certezze e valori.
La storia del pedofilo non è mai facile, sovente è segnata da sofferenze, rimosse e negate, derivanti da violenze sessuali e maltrattamenti subiti durante l'infanzia, e in ogni caso, da circostanze traumatiche di umiliazione, avvertite con profondi sentimenti di odio.
Il desiderio di vendetta trasforma la perversione in una condotta che permette al pedofilo di rinnovare l'antico trauma infantile, assumendo però questa volta il ruolo del ?persecutore?. Nell'incapacità di sostenere un rapporto amoroso adulto, i comportamenti pedofili si trasferiscono in diverse attività con i bambini indifesi, quali: spogliarli, guardarli, mostrarsi, accarezzarli e guidarli all'attività sessuale completa, imposta a volte anche con minacce e gravi forme di costrizione e violenza.
Gli aspetti principali della personalità del pedofilo sono:
  • immaturità affettiva, contraddistinta da impulsi sessuali definiti dall'urgenza e da un tipo di affettività egocentrica e non adattiva;
  • mancanza di empatia nei confronti della vittima (simile al disturbo antisociale di personalità);
  • relazioni interpersonali instabili e inadeguate;
  • sdoppiamento della personalità (allenatore insospettabile di giorno e mostro la sera).
Nei bambini abusati sessualmente, i disturbi sono reattivi e aspecifici e possono riguardare vaste aree della personalità essendo l'abuso un evento fortemente traumatico e stressante che sovente provoca una condizione di crisi. In tali soggetti sono frequenti sintomi post-traumatici da stress, seppure la risposta allo stress è estremamente variabile da soggetto a soggetto ed è in funzione delle specifiche risorse personali possedute.
A mio modo di vedere la prevenzione primaria rappresenta la chiave decisiva per ridurre socialmente il numero di abusi sessuali perpetrati ai danni dei minori. In particolare, può fare la differenza l'educazione: i genitori dovrebbero insegnare al bambino a prestare attenzione alle innumerevoli e spesso subdole strategie con cui un pedofilo ricerca le sue ?prede? (soprattutto sul web: ad es. facebook).
Inoltre, il genitore dovrà porre particolare attenzione alla comparsa di atteggiamenti non usuali per un bambino, come ad esempio i comportamenti spiccatamente sessualizzati, che in alcuni casi possono manifestarsi attraverso il gioco e il disegno. In queste circostanze sarà opportuno rivolgersi a specialisti, il cui compito sarà l?accertamento dell?eventuale abuso subito dal bambino.
Per quanto riguarda invece il pedofilo, l'obiettivo primario dell'intervento realizzabile è la prevenzione delle ricadute e delle recidive. Il trattamento può variare da quello medico-farmacologico a quello finalizzato alla modificazione del comportamento disfunzionale attraverso la Psicoterapia cognitivo-comportamentale.
"Picchiare un bambino, umiliarlo o farlo oggetto di abusi sessuali è un delitto, perché danneggia un individuo per tutta la sua esistenza" (Alice Miller).

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